Rifiuti informatici nel Terzo Mondo, l'ONU lancia l'allarme
Pubblicato lunedì 8 marzo 2010 in
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Secondo un recentissimo rapporto delle Nazioni Unite (Report StEP – Solving the E-Waste Problem) il flusso di computer dismessi nel Terzo Mondo si moltiplicherà per quattro in Cina, per cinque in India, per otto in Africa, entro il 2020. La velocità dipende dalla situazione attuale e dal tasso di sviluppo economico dalle singole nazioni, ma è sicuro che il flusso di RAEE, i rifiuti elettrici ed elettronici, diventerà un problema.
Probabilmente, allora questi Paesi non saranno più disposti a fare da discarica ai RAEE del mondo industrializzato, come succede oggi: secondo alcune stime, infatti, almeno tre quarti di questi rifiuti prendono clandestinamente la via del Sud del mondo, dove sono trattati senza norme di sicurezza per ricavarne sostanze dotate di valore economico, soprattutto metalli. Spesso si tratta di sostanze tossiche per l'uomo e altamente inquinanti per l'ambiente.
Secondo l'Onu, per affrontare il problema è indispensabile sviluppare nuove tecniche di progettazione e produzione nel settore informatico, in modo da facilitare il riuso e il riciclo delle apparecchiature a fine vita. Le politiche industriali dei governi devono incentivarea ricerca e l'innovazione in questo senso.